Più di una volta Egli ritorna su questo tema, perché vuole aiutarci. È attento ai nostri bisogni per supplire alle nostre carenze. Aspetta che contiamo su di Lui, che abbiamo bisogno di Lui.
Egli è un Dio di bontà che desidera dialogare con gli uomini, con loro intrattenersi e raccogliere le loro confidenze. Dio accetta così di mettersi alla portata dell’uomo. Per mezzo del suo Figlio, Egli si pone umilmente in mezzo a noi. Egli fa qualcosa di più che ascoltare. Vi prende da parte, con la sollecitudine di un Padre. Dunque, la preghiera autentica non è un semplice atto umano; ma una comunione d’amore di Dio con la sua creatura. Dio è sempre e in ogni tempo disposto a riceverti e non cessa di invitarti a venire a Lui. "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati ed oppressi, e io vi ristorerò" (Mt 11, 28); "Colui che viene a me, non lo respingerò (Gv 6, 37). Perché Dio si rallegra di aversi accanto a sé; e, se è possibile, in modo permanente.
Perciò la preghiera autentica, che è riuscita a rispondere al desiderio che Dio ha di stare sempre con noi, deve continuare segretamente in fondo al cuore, con uno scambio senza parole, anche dopo che abbiamo lasciato il luogo della preghiera. Possiamo allora tornare alle occupazioni della giornata ma intanto la preghiera non cessa il suo lavoro segreto all’interno del nostro cuore.
